<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fabrizio Fava</title>
	<atom:link href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.fabriziofava.com/wordpress</link>
	<description>consulenza stilistica e tecnica forense</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 09:13:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.fabriziofava.com/wordpress/wp-content/uploads/2024/09/cropped-logo_f_f2-32x32.png</url>
	<title>Fabrizio Fava</title>
	<link>https://www.fabriziofava.com/wordpress</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Calzature di sicurezza non conformi: controllo UE 2026</title>
		<link>https://www.fabriziofava.com/wordpress/calzature-di-sicurezza-non-conformi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=calzature-di-sicurezza-non-conformi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Fava]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti Radar & News Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Radar Tecnico-Peritale & Contenzioso]]></category>
		<category><![CDATA[calzature]]></category>
		<category><![CDATA[compliance]]></category>
		<category><![CDATA[marcatura CE]]></category>
		<category><![CDATA[normativa moda]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza prodotto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fabriziofava.com/wordpress/?p=15704</guid>

					<description><![CDATA[<p>Calzature di sicurezza non conformi: cosa rivela il controllo UE Calzature di sicurezza non conformi: una recente campagna europea di vigilanza del mercato mostra quanto possa essere ampio il divario tra la conformità dichiarata di un modello e quella effettivamente riscontrata sui prodotti disponibili sul mercato. La Commissione europea ha pubblicato il 13 ottobre 2026<br /><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/calzature-di-sicurezza-non-conformi/" class="more">Read more</a></p>
Il post <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/calzature-di-sicurezza-non-conformi/">Calzature di sicurezza non conformi: controllo UE 2026</a> è apparso per la prima volta su <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress">Fabrizio Fava</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Calzature di sicurezza non conformi: cosa rivela il controllo UE</h1>
<p><strong>Calzature di sicurezza non conformi</strong>: una recente campagna europea di vigilanza del mercato mostra quanto possa essere ampio il divario tra la conformità dichiarata di un modello e quella effettivamente riscontrata sui prodotti disponibili sul mercato.</p>
<p>La Commissione europea ha pubblicato il 13 ottobre 2026 i risultati di una campagna condotta nell&#8217;ambito del programma <strong>JACOP 2025</strong>. Sono stati esaminati 83 modelli di calzature di sicurezza in otto Paesi europei e, considerando insieme requisiti prestazionali e requisiti formali e documentali, l&#8217;82% dei modelli presentava almeno una non conformità.</p>
<p>Il dato non significa che l&#8217;82% di tutte le calzature antinfortunistiche presenti sul mercato europeo sia non conforme. Riguarda esclusivamente il campione controllato. È però un segnale importante per produttori, importatori e distributori che immettono sul mercato dispositivi di protezione individuale.</p>
<h2>Che cosa ha rilevato la campagna europea</h2>
<p>I controlli hanno riguardato sia le <strong>prestazioni di sicurezza</strong> delle calzature sia gli aspetti formali e documentali necessari per la loro commercializzazione.</p>
<p>Tra le principali criticità tecniche individuate dalla campagna figurano:</p>
<ul>
<li><strong>proprietà antistatiche insufficienti;</strong></li>
<li><strong>resistenza all&#8217;urto non adeguata;</strong></li>
<li><strong>resistenza alla perforazione insufficiente;</strong></li>
<li>problemi relativi alla corretta integrazione dei componenti protettivi;</li>
<li>carenze nella documentazione e nelle informazioni di sicurezza.</li>
</ul>
<p>Sono state inoltre rilevate carenze relative alla <strong>marcatura CE</strong>, alla categoria di protezione, alla dichiarazione UE di conformità e alle istruzioni per l&#8217;uso.</p>
<h2>Calzature di sicurezza non conformi: l&#8217;82% non significa che tutte le scarpe siano pericolose</h2>
<p>Il dato dell&#8217;82% deve essere letto correttamente.</p>
<p>La Commissione ha controllato <strong>83 modelli</strong> e ha considerato congiuntamente non conformità prestazionali e non conformità formali o documentali. Il risultato non può quindi essere trasformato in una percentuale rappresentativa dell&#8217;intero mercato europeo.</p>
<p>Allo stesso tempo, il numero è abbastanza significativo da mostrare che la verifica della conformità non può essere considerata un semplice adempimento burocratico.</p>
<p>Una calzatura può presentare una carenza documentale, una marcatura non corretta oppure un problema prestazionale. Sono situazioni differenti e devono essere valutate tecnicamente in modo diverso.</p>
<h2>Che cosa significa conformità per una calzatura di sicurezza</h2>
<p>Le calzature progettate per proteggere una persona da uno o più rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro rientrano nel campo di applicazione del <strong>Regolamento (UE) 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale</strong>.</p>
<p>Il fabbricante deve predisporre la documentazione tecnica, seguire la procedura di valutazione della conformità applicabile, redigere la dichiarazione UE di conformità e apporre la marcatura CE quando sono soddisfatti i requisiti previsti.</p>
<p>Il regolamento stabilisce inoltre obblighi specifici per mantenere la conformità della produzione. Il prodotto effettivamente fabbricato deve rimanere conforme al tipo esaminato e ai requisiti applicabili.</p>
<h2>La marcatura CE non sostituisce la verifica del prodotto</h2>
<p>La marcatura CE è un elemento essenziale della conformità, ma non deve essere interpretata come una garanzia autonoma della qualità o della sicurezza di ogni singolo esemplare.</p>
<p>Il Regolamento (UE) 2016/425 collega infatti la marcatura CE alla dimostrazione della conformità ai requisiti essenziali applicabili e prevede obblighi specifici relativi alla valutazione della conformità, alla documentazione e alla produzione.</p>
<p>La campagna europea mostra concretamente perché questa distinzione sia importante: alcuni modelli presentavano problemi nelle prestazioni o nella documentazione nonostante fossero destinati alla commercializzazione come DPI conformi.</p>
<h2>Il problema della produzione di serie</h2>
<p>Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla campagna riguarda la <strong>coerenza tra il modello sottoposto alla valutazione di conformità e i prodotti effettivamente fabbricati</strong>.</p>
<p>Una calzatura può superare le prove effettuate sul campione rappresentativo del tipo e successivamente presentare prestazioni differenti nella produzione di serie.</p>
<p>Questo può dipendere, ad esempio, dalla composizione dei materiali, dalla costruzione della suola, dall&#8217;integrazione degli elementi protettivi, dalle tolleranze produttive o da modifiche intervenute durante la produzione.</p>
<p>Il Regolamento (UE) 2016/425 richiede al fabbricante di adottare procedure affinché la produzione in serie rimanga conforme al regolamento e al tipo sottoposto alla valutazione.</p>
<h2>Antistaticità, urto e perforazione: dove sono emersi i problemi</h2>
<p>Le prestazioni di una calzatura di sicurezza dipendono dall&#8217;insieme dei materiali e dei componenti che costituiscono il prodotto.</p>
<p>La campagna europea ha evidenziato in particolare problemi relativi alle <strong>proprietà antistatiche</strong> e alla <strong>resistenza all&#8217;urto e alla perforazione</strong>.</p>
<p>Queste caratteristiche non possono essere valutate soltanto osservando il prodotto. Richiedono verifiche secondo i requisiti e i metodi di prova applicabili al modello e alla categoria di protezione dichiarata.</p>
<p>Per questo la documentazione tecnica e i rapporti di prova devono essere collegati in modo chiaro alla specifica referenza o al tipo di DPI cui si riferiscono.</p>
<h2>Quando la documentazione diventa una non conformità</h2>
<p>Non tutte le non conformità individuate dalla campagna riguardavano le prestazioni fisiche della calzatura.</p>
<p>La Commissione ha rilevato anche:</p>
<ul>
<li><strong>istruzioni per l&#8217;uso mancanti, incomplete o non conformi;</strong></li>
<li><strong>dichiarazioni UE di conformità mancanti o errate;</strong></li>
<li><strong>categoria di protezione indicata in modo scorretto o mancante;</strong></li>
<li><strong>marcatura CE assente, non corretta o non indelebile.</strong></li>
</ul>
<p>La conformità di un DPI comprende quindi anche il sistema di informazioni e documentazione che accompagna il prodotto.</p>
<h2>Calzature di sicurezza non conformi: cosa deve controllare un produttore</h2>
<p>Per un produttore di calzature di sicurezza la verifica dovrebbe comprendere almeno:</p>
<ol>
<li><strong>identificazione precisa del modello;</strong></li>
<li><strong>corrispondenza tra prodotto e documentazione tecnica;</strong></li>
<li><strong>certificato di esame UE del tipo, quando applicabile;</strong></li>
<li><strong>dichiarazione UE di conformità;</strong></li>
<li><strong>marcatura CE;</strong></li>
<li><strong>categoria e livello di protezione dichiarati;</strong></li>
<li><strong>istruzioni e informazioni di sicurezza;</strong></li>
<li><strong>rapporti di prova;</strong></li>
<li><strong>controllo della produzione di serie;</strong></li>
<li><strong>gestione delle modifiche a materiali, componenti e processo produttivo.</strong></li>
</ol>
<h2>Calzature di sicurezza non conformi: cosa deve controllare un importatore</h2>
<p>L&#8217;importatore ha un ruolo specifico nel sistema di conformità dei DPI.</p>
<p>Prima di immettere il prodotto sul mercato, deve verificare che sia stata eseguita la procedura di valutazione della conformità appropriata e che il fabbricante abbia predisposto la documentazione tecnica necessaria.</p>
<p>Deve inoltre verificare la presenza della marcatura CE e dei documenti richiesti e assicurarsi che il prodotto sia accompagnato dalle informazioni previste.</p>
<p>Questo è particolarmente importante quando la produzione avviene fuori dall&#8217;Unione europea.</p>
<h2>Che cosa cambia per chi vende online</h2>
<p>La campagna JACOP 2025 ha acquistato il <strong>65% dei prodotti controllati online</strong> e il restante 35% presso punti vendita fisici.</p>
<p>Il dato non dimostra che l&#8217;e-commerce sia più rischioso in assoluto, ma conferma che i canali online rappresentano una parte importante della vigilanza del mercato.</p>
<p>Per un&#8217;offerta online è quindi importante che le informazioni sulla calzatura, sul fabbricante o sull&#8217;operatore economico responsabile, sulla categoria di protezione e sulle caratteristiche dichiarate siano coerenti con il prodotto effettivamente venduto.</p>
<p>La Commissione segnala inoltre che in un caso un operatore è stato sanzionato con una multa di 7.000 euro perché le calzature non possedevano le caratteristiche protettive dichiarate nel materiale promozionale.</p>
<h2>Non basta controllare il certificato: bisogna controllare la produzione</h2>
<p>Il punto forse più importante della campagna è questo.</p>
<p>La conformità non dovrebbe essere verificata soltanto raccogliendo un certificato e una dichiarazione del fabbricante.</p>
<p>Occorre verificare che il prodotto commercializzato corrisponda al tipo valutato e che la produzione mantenga nel tempo le caratteristiche richieste.</p>
<p>Il Regolamento (UE) 2016/425 prevede infatti specifiche procedure di valutazione della conformità in funzione della categoria di rischio e, per le categorie II e III, collega l&#8217;esame UE del tipo a procedure successive finalizzate a mantenere la conformità della produzione.</p>
<h2>Che cosa dovrebbe verificare un&#8217;azienda prima di una nuova produzione</h2>
<ol>
<li><strong>Confrontare il prodotto attuale con il campione oggetto della valutazione.</strong></li>
<li><strong>Verificare eventuali modifiche a materiali e componenti.</strong></li>
<li><strong>Controllare suola, puntale, elemento antiperforazione e altri componenti protettivi.</strong></li>
<li><strong>Verificare le prestazioni dichiarate.</strong></li>
<li><strong>Controllare la documentazione aggiornata.</strong></li>
<li><strong>Verificare marcatura CE e identificazione del prodotto.</strong></li>
<li><strong>Controllare istruzioni e informazioni di sicurezza.</strong></li>
<li><strong>Definire controlli sulla produzione di serie.</strong></li>
<li><strong>Conservare rapporti di prova e documentazione tecnica.</strong></li>
<li><strong>Documentare le modifiche apportate al modello o al processo.</strong></li>
</ol>
<h2>Il valore del controllo tecnico indipendente</h2>
<p>Quando emergono dubbi sulla corrispondenza tra prodotto, documentazione e prestazioni dichiarate, un controllo tecnico indipendente può aiutare a ricostruire il problema.</p>
<p>La verifica può riguardare il prodotto fisico, la documentazione tecnica, i rapporti di prova, la configurazione del modello e la corrispondenza con la produzione commercializzata.</p>
<p>Questo tipo di analisi può essere particolarmente utile anche in presenza di contestazioni, richiami, controversie sulla qualità o accertamenti tecnici.</p>
<h2>Un collegamento importante con l&#8217;attività peritale</h2>
<p>Le non conformità di una calzatura di sicurezza possono diventare rilevanti anche in una controversia tecnica.</p>
<p>In questi casi non è sufficiente stabilire che una calzatura “non funziona” o che un componente presenta un difetto.</p>
<p>Occorre ricostruire quale fosse la prestazione dichiarata, quale requisito fosse applicabile, quale fosse la configurazione del prodotto, quali prove fossero state effettuate e se il prodotto contestato corrispondesse effettivamente al modello valutato.</p>
<p>La distinzione tra <strong>difetto del singolo esemplare, non conformità del modello e problema di produzione di serie</strong> può quindi diventare determinante nell&#8217;analisi tecnica.</p>
<h2>Conclusione operativa</h2>
<p><strong>Calzature di sicurezza non conformi</strong> è un tema che va oltre la semplice marcatura CE.</p>
<p>La campagna europea ha rilevato almeno una non conformità nell&#8217;82% degli 83 modelli esaminati, considerando insieme prestazioni e requisiti formali. Le criticità hanno riguardato antistaticità, resistenza all&#8217;urto e alla perforazione, marcatura, documentazione e istruzioni.</p>
<p>Il dato non può essere esteso all&#8217;intero mercato, ma mostra con chiarezza perché produttori, importatori e distributori debbano verificare non soltanto la documentazione iniziale, ma anche la <strong>corrispondenza tra tipo valutato, produzione di serie e prodotto effettivamente commercializzato</strong>.</p>
<p>Per le aziende che producono o importano DPI, la verifica preventiva della documentazione e della produzione può ridurre il rischio di ritiri, richiami, sanzioni e contestazioni sulla sicurezza del prodotto.</p>
<h2>Approfondimenti correlati</h2>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/normativa-moda-e-compliance-guida-operativa-per-brand-produttori-ed-e-commerce/">Normativa moda e compliance</a></strong> — quadro generale della conformità dei prodotti moda.</li>
<li><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/controllo-qualita-calzature/">Controllo qualità delle calzature</a></strong> — verifiche tecniche e controllo del prodotto calzaturiero.</li>
<li><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/ispettore-controllo-qualita-delle-calzature/">Controllo qualità delle calzature</a></strong> — attività di controllo e verifica della produzione.</li>
</ul>
<h2>Fonti ufficiali</h2>
<ul>
<li><strong><a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/news/eu-tests-reveal-compliance-issues-safety-footwear-2026-10-13_en" target="_blank" rel="noopener">Commissione europea – EU tests reveal compliance issues in safety footwear</a></strong> — risultati della campagna JACOP 2025 pubblicati il 13 ottobre 2026.</li>
<li><strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2016/425/oj?locale=it" target="_blank" rel="noopener">Regolamento (UE) 2016/425 – EUR-Lex</a></strong> — quadro europeo sui dispositivi di protezione individuale.</li>
<li><strong><a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/sectors/textiles-ecosystem/footwear-industry_en" target="_blank" rel="noopener">Commissione europea – Footwear industry</a></strong> — quadro europeo della legislazione applicabile alle calzature, compresa la disciplina sui DPI.</li>
</ul>
<h2>FAQ</h2>
<h3>Quanti modelli di calzature di sicurezza sono risultati non conformi?</h3>
<p>La campagna europea ha esaminato 83 modelli in otto Paesi e ha rilevato almeno una non conformità nell&#8217;82% dei modelli quando sono stati considerati insieme requisiti prestazionali e requisiti formali e documentali.</p>
<h3>Il dato dell&#8217;82% significa che l&#8217;82% delle calzature di sicurezza in Europa non è conforme?</h3>
<p>No. L&#8217;82% riguarda esclusivamente i modelli inclusi nel campione controllato dalla campagna JACOP 2025 e non può essere esteso all&#8217;intero mercato europeo.</p>
<h3>Quali problemi tecnici sono stati individuati?</h3>
<p>La Commissione ha segnalato in particolare problemi relativi alle proprietà antistatiche e alla resistenza all&#8217;urto e alla perforazione, oltre a carenze formali e documentali.</p>
<h3>La marcatura CE è sufficiente per dimostrare la conformità?</h3>
<p>No. La marcatura CE è parte del sistema di conformità, ma devono essere rispettati anche i requisiti applicabili, le procedure di valutazione della conformità, la documentazione tecnica e gli obblighi relativi alla produzione.</p>
<h3>Perché è importante controllare la produzione di serie?</h3>
<p>Perché il prodotto commercializzato deve rimanere conforme al tipo valutato e ai requisiti applicabili. Una modifica a materiali, componenti o processo produttivo può incidere sulle prestazioni della calzatura e deve essere gestita secondo gli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2016/425.</p>
<h3>Le calzature di sicurezza vendute online sono soggette agli stessi requisiti?</h3>
<p>Le calzature di sicurezza immesse o messe a disposizione sul mercato dell&#8217;Unione devono rispettare i requisiti applicabili indipendentemente dal canale di vendita. La campagna JACOP 2025 ha inoltre acquistato il 65% dei modelli controllati online.</p>
<h2>Devi verificare una calzatura di sicurezza?</h2>
<p>La verifica può riguardare prodotto, documentazione tecnica, rapporti di prova, caratteristiche costruttive e corrispondenza tra modello valutato e produzione commercializzata.</p>
<p><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/contatti/">Contatta lo Studio Fabrizio Fava →</a></strong></p>Il post <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/calzature-di-sicurezza-non-conformi/">Calzature di sicurezza non conformi: controllo UE 2026</a> è apparso per la prima volta su <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress">Fabrizio Fava</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza prodotti moda: richiami REACH e GPSR</title>
		<link>https://www.fabriziofava.com/wordpress/sicurezza-prodotti-moda/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sicurezza-prodotti-moda</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Fava]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti Radar & News Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Radar Normativa Moda & Compliance]]></category>
		<category><![CDATA[compliance]]></category>
		<category><![CDATA[GPSR]]></category>
		<category><![CDATA[normativa moda]]></category>
		<category><![CDATA[reach]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza prodotto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.fabriziofava.com/wordpress/?p=15701</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sicurezza prodotti moda: richiami REACH e GPSR &#8211; Cosa insegnano i recenti richiami europei su sostanze chimiche, componenti e rischi costruttivi Sicurezza prodotti moda significa verificare che un capo, un accessorio o una calzatura siano sicuri nelle condizioni d&#8217;uso ragionevolmente prevedibili. I recenti richiami pubblicati attraverso il sistema europeo Safety Gate mostrano che il rischio<br /><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/sicurezza-prodotti-moda/" class="more">Read more</a></p>
Il post <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/sicurezza-prodotti-moda/">Sicurezza prodotti moda: richiami REACH e GPSR</a> è apparso per la prima volta su <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress">Fabrizio Fava</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Sicurezza prodotti moda: richiami REACH e GPSR &#8211; Cosa insegnano i recenti richiami europei su sostanze chimiche, componenti e rischi costruttivi</h1>
<p><strong>Sicurezza prodotti moda</strong> significa verificare che un capo, un accessorio o una calzatura siano sicuri nelle condizioni d&#8217;uso ragionevolmente prevedibili. I recenti richiami pubblicati attraverso il sistema europeo Safety Gate mostrano che il rischio può derivare non soltanto dalle sostanze chimiche, ma anche da componenti, rivestimenti, accessori e caratteristiche costruttive.</p>
<p>Per produttori, importatori e distributori il messaggio è concreto: la conformità del prodotto non può essere valutata guardando soltanto al tessuto principale o alla documentazione commerciale. Occorre considerare il prodotto nella sua configurazione effettiva e i rischi prevedibili per il consumatore.</p>
<h2>Che cosa significa sicurezza dei prodotti moda</h2>
<p>Il Regolamento (UE) 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti, noto come <strong>GPSR</strong>, stabilisce l&#8217;obbligo generale per gli operatori economici di immettere o mettere a disposizione sul mercato soltanto prodotti sicuri.</p>
<p>La valutazione della sicurezza deve considerare, tra gli altri elementi, progettazione, caratteristiche tecniche, composizione, imballaggio, istruzioni, etichettatura, avvertenze e categorie di consumatori che utilizzano il prodotto.</p>
<p>Il regolamento richiede inoltre ai fabbricanti di effettuare un&#8217;analisi interna dei rischi e di predisporre la relativa documentazione tecnica.</p>
<h2>Che cosa mostrano i recenti richiami europei</h2>
<p>Le segnalazioni Safety Gate della prima metà di ottobre 2026 offrono alcuni esempi particolarmente utili per comprendere come possano emergere rischi diversi all&#8217;interno dello stesso settore.</p>
<p>Tra i casi segnalati figurano prodotti impermeabili con sostanze chimiche oltre i limiti applicabili e un prodotto di abbigliamento per bambini con un rischio legato ai cordoncini.</p>
<p>Non sono quindi problemi riconducibili a un&#8217;unica categoria di controllo. Sono esempi di rischi differenti che richiedono valutazioni differenti.</p>
<h2>Sicurezza prodotti moda e REACH: quando il rischio è chimico</h2>
<p>Uno dei casi riguarda un completo impermeabile per adulti nel quale è stata rilevata una concentrazione di <strong>DEHP fino al 3,6% in peso</strong> nel materiale di rivestimento interno.</p>
<p>Il prodotto è stato segnalato come non conforme al regolamento REACH e sottoposto a una misura di distruzione.</p>
<p>Un secondo caso riguarda una giacca impermeabile per bambini nella quale sono state rilevate quantità eccessive di sostanze correlate agli acidi perfluorocarbossilici C9-C14. Il prodotto è stato considerato non conforme alle disposizioni applicabili in materia di sostanze chimiche.</p>
<p>Questi casi ricordano che una verifica chimica non dovrebbe concentrarsi automaticamente soltanto sul tessuto principale.</p>
<h2>Il materiale critico può essere un componente secondario</h2>
<p>Un prodotto moda può essere costituito da numerosi materiali e componenti:</p>
<ul>
<li>tessuto esterno;</li>
<li>fodera;</li>
<li>rivestimenti;</li>
<li>membrane;</li>
<li>stampe;</li>
<li>inserti;</li>
<li>nastri;</li>
<li>accessori;</li>
<li>parti in materiale plastico.</li>
</ul>
<p>Un componente secondario può quindi diventare determinante nella valutazione della sicurezza del prodotto.</p>
<p>Per questo la mappatura dei materiali dovrebbe essere collegata alla singola referenza o almeno alla famiglia di prodotto e alle relative informazioni del fornitore.</p>
<h2>Sicurezza prodotti moda e GPSR: il rischio non è soltanto chimico</h2>
<p>Un altro richiamo riguarda un completo per bambini composto da felpa con cappuccio e pantaloni.</p>
<p>La felpa presentava cordoncini funzionali con estremità libere nella zona del collo. Il prodotto è stato considerato pericoloso per rischio di strangolamento e sottoposto a ritiro dal mercato.</p>
<p>Questo esempio è importante perché mostra un rischio completamente diverso da quello chimico.</p>
<p>La sicurezza dipende anche da <strong>progettazione, costruzione, componenti e destinazione d&#8217;uso</strong>.</p>
<p>Il GPSR richiede infatti di considerare le caratteristiche del prodotto e le categorie di consumatori che possono utilizzarlo, con particolare attenzione ai consumatori vulnerabili come i bambini.</p>
<h2>GPSR e abbigliamento per bambini</h2>
<p>Nel caso dell&#8217;abbigliamento destinato ai bambini, cordoncini, coulisse, nastri, elementi decorativi e componenti applicati meritano una verifica specifica.</p>
<p>Il problema non è soltanto stabilire se il capo “sembra sicuro”. Occorre considerare i pericoli prevedibili in relazione alla progettazione e all&#8217;utilizzo del prodotto.</p>
<p>La normativa europea sulla sicurezza dei prodotti considera infatti espressamente i rischi per le categorie vulnerabili e richiede di tenere conto delle caratteristiche concrete del prodotto.</p>
<h2>La sicurezza di un prodotto non si verifica soltanto a fine produzione</h2>
<p>Una verifica efficace dovrebbe iniziare già durante progettazione e sviluppo.</p>
<p>Prima della produzione è utile chiedersi:</p>
<ul>
<li>quali sono i materiali utilizzati?</li>
<li>quali trattamenti o finissaggi sono stati applicati?</li>
<li>quali componenti possono generare un rischio?</li>
<li>il prodotto è destinato anche a bambini o altri consumatori vulnerabili?</li>
<li>quali requisiti tecnici devono essere verificati?</li>
<li>quali informazioni devono essere riportate sul prodotto o sull&#8217;imballaggio?</li>
<li>quale documentazione del fornitore è disponibile?</li>
</ul>
<p>Questo approccio permette di evitare che il controllo della sicurezza venga ridotto a una verifica documentale effettuata quando il prodotto è già pronto per essere immesso sul mercato.</p>
<h2>Quando può servire una prova di laboratorio</h2>
<p>La necessità di una prova analitica dipende dal rischio da verificare.</p>
<p>Non è corretto sostenere che ogni prodotto moda debba essere sottoposto indiscriminatamente allo stesso insieme di prove.</p>
<p>La scelta dovrebbe partire dalla valutazione del prodotto, dei materiali, dei trattamenti e dei rischi individuati.</p>
<p>In presenza di un rischio chimico concreto o di informazioni insufficienti sui materiali, una prova di laboratorio può diventare uno degli strumenti necessari per completare la valutazione.</p>
<p>La prova non sostituisce però la valutazione complessiva del prodotto e della documentazione tecnica.</p>
<h2>La documentazione tecnica è parte della sicurezza</h2>
<p>Il GPSR richiede al fabbricante di effettuare un&#8217;analisi interna dei rischi e di predisporre una documentazione tecnica contenente le informazioni necessarie per dimostrare la sicurezza del prodotto.</p>
<p>La documentazione dovrebbe essere coerente con il prodotto effettivamente immesso sul mercato e con i rischi individuati.</p>
<p>Per un&#8217;azienda moda questo significa poter collegare, quando pertinente:</p>
<ul>
<li>descrizione della referenza;</li>
<li>materiali e componenti;</li>
<li>analisi dei rischi;</li>
<li>specifiche tecniche;</li>
<li>rapporti di prova;</li>
<li>dichiarazioni dei fornitori;</li>
<li>informazioni e avvertenze di sicurezza;</li>
<li>eventuali norme tecniche utilizzate.</li>
</ul>
<h2>La vendita online non elimina gli obblighi di sicurezza</h2>
<p>Il GPSR considera messe a disposizione sul mercato anche le offerte di prodotti online o attraverso altri canali di vendita a distanza quando sono destinate ai consumatori dell&#8217;Unione.</p>
<p>Per le offerte online devono inoltre essere disponibili informazioni che consentano l&#8217;identificazione del prodotto, del fabbricante e, quando necessario, del responsabile nell&#8217;Unione, oltre alle avvertenze e alle informazioni sulla sicurezza applicabili.</p>
<p>Per questo catalogo e-commerce, scheda prodotto e documentazione tecnica non dovrebbero essere gestiti come sistemi completamente separati.</p>
<h2>Sicurezza prodotti moda: una checklist minima</h2>
<ol>
<li><strong>Identificare il prodotto</strong> e la sua destinazione d&#8217;uso.</li>
<li><strong>Mappare materiali e componenti</strong> della referenza.</li>
<li><strong>Individuare i pericoli prevedibili</strong> in funzione dell&#8217;uso.</li>
<li><strong>Verificare i materiali chimicamente critici</strong> quando necessario.</li>
<li><strong>Controllare componenti e caratteristiche costruttive.</strong></li>
<li><strong>Prestare particolare attenzione ai prodotti destinati ai bambini.</strong></li>
<li><strong>Raccogliere e verificare la documentazione dei fornitori.</strong></li>
<li><strong>Definire eventuali prove tecniche o di laboratorio</strong> sulla base del rischio.</li>
<li><strong>Documentare la valutazione della sicurezza.</strong></li>
<li><strong>Verificare le informazioni riportate online, sul prodotto e sull&#8217;imballaggio.</strong></li>
</ol>
<h2>Che cosa insegnano i richiami Safety Gate</h2>
<p>I richiami europei non devono essere letti soltanto come casi isolati.</p>
<p>Per un&#8217;azienda possono diventare uno strumento di prevenzione: mostrano quali categorie di rischio stanno emergendo sul mercato e permettono di confrontare i propri controlli con problemi già individuati dalle autorità.</p>
<p>La lettura dei richiami dovrebbe quindi alimentare periodicamente la propria matrice di rischio per materiali, componenti e categorie di prodotto.</p>
<h2>Conclusione operativa</h2>
<p><strong>Sicurezza prodotti moda</strong> significa considerare il prodotto nel suo insieme.</p>
<p>I recenti richiami mostrano due direzioni molto diverse: da una parte sostanze chimiche e non conformità REACH, dall&#8217;altra rischi legati alla progettazione e alla costruzione del prodotto nell&#8217;ambito della sicurezza generale prevista dal GPSR.</p>
<p>La risposta non è aumentare indiscriminatamente il numero di prove. È costruire una valutazione del rischio proporzionata, collegare materiali e componenti alla documentazione e scegliere le verifiche tecniche necessarie per dimostrare la sicurezza del prodotto.</p>
<h2>Approfondimenti correlati</h2>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/normativa-moda-e-compliance-guida-operativa-per-brand-produttori-ed-e-commerce/">Normativa moda e compliance</a></strong> — il quadro generale degli obblighi che interessano i prodotti moda.</li>
<li><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/sostanze-chimiche-nel-settore-tessile/">Sostanze chimiche nel settore tessile</a></strong> — gestione delle sostanze chimiche e dei materiali nella filiera.</li>
<li><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/green-claims-nella-moda-stop-ai-claim-vaghi/">Green claims nella moda</a></strong> — controllo delle informazioni ambientali comunicate sul prodotto.</li>
</ul>
<h2>Fonti ufficiali</h2>
<ul>
<li><strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/988/oj?locale=it" target="_blank" rel="noopener">Regolamento (UE) 2023/988 – EUR-Lex</a></strong> — regolamento generale sulla sicurezza dei prodotti.</li>
<li><strong><a href="https://ec.europa.eu/safety-gate-alerts/screen/webReport" target="_blank" rel="noopener">Safety Gate – Commissione europea</a></strong> — sistema europeo di allerta per prodotti pericolosi.</li>
<li><strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2006/1907/oj?locale=it" target="_blank" rel="noopener">Regolamento REACH – EUR-Lex</a></strong> — quadro europeo per registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.</li>
</ul>
<h2>FAQ</h2>
<h3>Che cosa significa sicurezza dei prodotti moda?</h3>
<p>Significa valutare se il prodotto è sicuro nelle condizioni normali o ragionevolmente prevedibili di utilizzo, considerando progettazione, composizione, materiali, componenti, etichettatura, avvertenze e categorie di consumatori.</p>
<h3>Il GPSR riguarda anche l&#8217;abbigliamento?</h3>
<p>Il GPSR si applica ai prodotti di consumo nel suo campo di applicazione e richiede che gli operatori economici mettano a disposizione sul mercato soltanto prodotti sicuri. Per i prodotti moda devono essere considerati i requisiti e gli eventuali atti normativi specifici applicabili.</p>
<h3>REACH e GPSR sono la stessa cosa?</h3>
<p>No. REACH disciplina le sostanze chimiche e le relative restrizioni, mentre il GPSR stabilisce il quadro generale della sicurezza dei prodotti di consumo. I due sistemi possono però applicarsi contemporaneamente a un prodotto moda.</p>
<h3>Devo testare ogni prodotto moda in laboratorio?</h3>
<p>No. La scelta delle prove dovrebbe essere proporzionata ai rischi individuati, ai materiali, ai trattamenti, alla destinazione d&#8217;uso e alle informazioni disponibili.</p>
<h3>Perché i prodotti per bambini richiedono particolare attenzione?</h3>
<p>Il GPSR richiede di considerare le categorie di consumatori vulnerabili, compresi i bambini. Nella valutazione devono quindi essere considerati anche i rischi derivanti dalla progettazione e dalle caratteristiche costruttive del prodotto.</p>
<h2>Devi verificare la sicurezza di un prodotto moda?</h2>
<p>Lo Studio può supportare la valutazione tecnica di materiali, componenti, documentazione dei fornitori, rischi di prodotto e necessità di verifiche analitiche.</p>
<p><strong><a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/contatti/">Contatta lo Studio Fabrizio Fava →</a></strong></p>Il post <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress/sicurezza-prodotti-moda/">Sicurezza prodotti moda: richiami REACH e GPSR</a> è apparso per la prima volta su <a href="https://www.fabriziofava.com/wordpress">Fabrizio Fava</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
